Allora perché me ne parli?
Perché tu smetta di giudicare la sua vita secondo i tuoi criteri.
Le catilinarie, Amelie Nothomb

Allora perché me ne parli?
Perché tu smetta di giudicare la sua vita secondo i tuoi criteri.
Le catilinarie, Amelie Nothomb

È’ un vuoto brutale quello che una persona amata lascia, nessuno può guardare in quell’abisso senza fondo, nessuno può vedere l’entità del danno.
La luce che manca, Nino Haratischwili

In un triangolo di terra tra l’Adda e il Brembo, Cristoforo Crespi sogna il futuro, un moderno cotonificio che darà lavoro a tante persone, circondato da un villaggio operaio.
La paura di deludere tutti, il desiderio di riuscire, la paura di fallire, il richiamo della sfida, il terrore dell’insuccesso, il sogno e l’incubo assieme, e’ ciò che anima Cristoforo Crespi, quando con debiti contratti che gli tolgono il sonno, pone la prima pietra del cotonificio. Un progetto ambizioso, visionario, il sogno di una vita.
Nel 1878 vede la luce il primo villaggio operaio, dove accanto ai macchinari industriali, dove il cotone entra ed esce come in un labirinto, ci sono le case delle maestranze, i palasocc prima, le casette indipendenti dopo, la chiesa, la scuola, la locanda e tutto ciò che possa rendere piacevole e meno dura la vita degli operai.
Il villaggio Crespi e’ un sogno che diventa realtà, che attraversa il mondo contadino e quello industriale alla fine dell’800. La Selmi, con una scrittura fluida, leggera e precisa,
racconta il successo imprenditoriale della famiglia Crespi, ma allo stesso tempo lo fa puntando i riflettori sulle storie umane, dando voce a tutti i personaggi, alle loro storie, i desideri, i sogni, le difficoltà, i fallimenti, incrociando universi e confrontando generazioni.
“Se i capitali e il cervello sono di casa nel lussuoso appartamento di Milano, il cuore Crespi batte a Canonica.” Una bellissima rappresentazione umana, che per quanto faccia parte di un passato ormai lontano, rimane tuttavia molto attuale nei temi, nei sogni e nelle speranze.
Oggi Crespi d’Adda e’ patrimonio dell’Unesco. Ci sono stata tante volte, ma mai come ora, dopo aver chiuso il libro, ho così tanto desiderio di ritornarci!

Certo, schiere di filosofi se ne erano resi conto prima di me. Ma il buon senso degli altri non è mai servito a nessuno.
Le catilinarie, Amelie Nothomb

“L’essere umano medio trascorre trentatré anni della sua vita dormendo”.
Una notte di agosto del 2019, la venticinquenne Anna Ogilvy uccide nel sonno due suoi migliori amici, per non risvegliarsi più. E’ viva, il suo corpo funziona, ma dorme da quattro anni. La misteriosa malattia che le causa il sonno profondo, e’ inspiegabile per medici e psichiatri ed impossibile da identificare.
Il dottor Benedict Prince, psicologo forense, viene ingaggiato per studiare il caso di Anna O. E provare, con tecniche alternative, a svegliarla.
Anna O. Può essere considerata un’assassina o una vittima? Si può condannare qualcuno che ha ucciso senza essere cosciente? Sono questi i dubbi che dividono l’opinione pubblica e i medici.
La polizia, invece, e’ certa del verdetto. E’ un’omicida, deve andare in carcere. Ma per farlo, dovrebbe avere un processo e quindi dovrebbe essere sveglia e cosciente per sostenerlo.
Un thriller accattivante e originale, ricco di colpi di scena soprattutto verso la fine, e dove il confine tra vittima e carnefice e’ molto labile. Si alternano piani temporali diversi, che ci aiutano a capire la storia, soprattutto dal taccuino di Anna. Il libro è ricco di nozione psicologiche, instilla dubbi, crea mistero, e non riuscirete più a considerare il sonno come ristoro, ma come un luogo pieno di mostri. Un caso editoriale tradotto in 30 paesi, un thriller psicologico ed inquietante che consiglio agli amanti del genere.
“L’essere umano medio trascorre trentatré anni della sua vita dormendo”.
Una notte di agosto del 2019, la venticinquenne Anna Ogilvy uccide nel sonno due suoi migliori amici, per non risvegliarsi più. E’ viva, il suo corpo funziona, ma dorme da quattro anni. La misteriosa malattia che le causa il sonno profondo, e’ inspiegabile per medici e psichiatri ed impossibile da identificare.
Il dottor Benedict Prince, psicologo forense, viene ingaggiato per studiare il caso di Anna O. E provare, con tecniche alternative, a svegliarla.
Anna O. Può essere considerata un’assassina o una vittima? Si può condannare qualcuno che ha ucciso senza essere cosciente? Sono questi i dubbi che dividono l’opinione pubblica e i medici.
La polizia, invece, e’ certa del verdetto. E’ un’omicida, deve andare in carcere. Ma per farlo, dovrebbe avere un processo e quindi dovrebbe essere sveglia e cosciente per sostenerlo.
Un thriller accattivante e originale, ricco di colpi di scena soprattutto verso la fine, e dove il confine tra vittima e carnefice e’ molto labile. Si alternano piani temporali diversi, che ci aiutano a capire la storia, soprattutto dal taccuino di Anna. Il libro è ricco di nozione psicologiche, instilla dubbi, crea mistero, e non riuscirete più a considerare il sonno come ristoro, ma come un luogo pieno di mostri. Un caso editoriale tradotto in 30 paesi, un thriller psicologico ed inquietante che consiglio agli amanti del genere.

“Aspetta luogo e tempo alla vendetta, che non si fe’ mai nulla bene in fretta” (Luigi Pulci)
Francia, aprile 1983. Ophelie ha solo 7 anni quando assiste alla morte della madre, inseguita dal padre ubriaco. Il padre non ricorda nulla, ma viene messo in carcere con l’accusa di omicidio ed Ophelie finisce in un istituto.
Da allora, ha solo un obiettivo, cercare testimoni, inseguire piste, mettere assieme pezzi che riveleranno la verità su quella sera. Un desiderio di vendetta covato con il passare di giorni, mesi, anni; un piano studiato ed architettato per rendere giustizia alla madre.
Bussi ci incanta con un altro giallo, che allo stesso tempo e’ anche un romanzo di formazione ed amicizia, che narra di sbagli, scelte, seconde opportunità. Una storia che intreccia le vite di diversi personaggi che ruotano attorno ad Ophelie, l’amica Nina, Bene’, i Vidame, Jo, Karim. Un libro che ci lascia con il fiato sospeso, con continui colpi di scena, e che soltanto alle ultimissime pagine ci rivela la verità.
Per trama, tensione crescente, temi sociali trattati, consiglio caldamente la lettura di questo noir, che conferma, a parer mio, Bussi come uno degli autori noir più interessanti del momento.

“Stato interessante. Attraverso questo eufemismo sin dall’Ottocento ci si riferisce con inspiegabile pudore all’esperienza della gravidanza. E’ un termine curioso. Da un lato sottointende che tutti gli stati di vita della donna che non implicano l’essere incinta siano privi di interesse. Dall’alto suggerisce che a quello specifico stato tutti (in particolare lo Stato) dovrebbero prestare un’attenzione particolare.”
Il testamento spirituale di Michela Murgia inizia così. Dando voce ai pensieri e mettendo per iscritto il suo concetto di maternità, di queer, di famiglia e regalandoci i suoi, purtroppo, ultimi pensieri su temi attuali e ricorrenti, ponendo risalto al significato profondo e letterale delle parole, spesso erroneamente usate. Ad esempio, gravidanza e maternità, non sono la stessa cosa.
Un’eredità del suo pensiero, che si legge in poche ore; un invito alla mente ad andare oltre i confini imposti dall’alto. Un sguardo lucido su temi scottanti, con l’ironia che sempre l’ha contraddistinta, sfidando pregiudizi e soprattutto definizioni.

Il lusso e’ avere quello di cui non hai bisogno.
Destino, Carlos Fuentes

Appartenere a una generazione non è una virtù’: e’ una data.
Destino, Carlos Fuentes

Ognuno vive, o si inventa, i propri cieli e inferni sulla terra.
Destino, Carlos Fuentes

Mi sono appassionata al racconto di due vite, senza conoscere ne’ l’uno ne’ l’altro. Parlo di Rocco Carbone e Pia Pera.
“Non muore mai chi vive nel ricordo di chi resta”. Emanuele Trevi, grande amico dei due, ci racconta momenti di vita di Rocco e Pia. Un racconto sul senso profondo dell’amicizia. Scontroso e un po’ burbero lui, eterea ed anticonformista lei, così distanti, così complementari.
Vincitore del Premio Strega, il libro ci regala sicuramente la conoscenza di questi due autori, la cui vita e’ stata breve ma intensa, ma allo stesso tempo la scrittura e’ intima, delicata e oserei dire necessaria, da parte di Trevi.
L’occasione del racconto e’ per l’autore, inoltre, il momento di regalarci tanti preziosi insegnamenti.
“La scrittura e’ un mezzo singolarmente buono per evocare i morti”. Scrivere per evocare ricordi dell’essenza spirituale e materiali di due personaggi; scrivere per indagare emozioni, sentimenti dei protagonisti e dell’autore stesso.
Un racconto dal carattere estremamente intimo, scritto con una prosa elegante e poetica.

Ma per quanta volontà e lungimiranza tu possa mettere nelle circostanze, signora mia, il caso giocherà sempre la sua carta.
Destino, Carlos Fuentes

Un’altra indagine complicata per Valentina Medici, giovane commissario della SCO. Segnata nel corpo e nella mente dall’ultima indagine (si fa costantemente riferimento all’indagine precedente, libro La condanna dei viventi, che consiglio comunque di leggere prima di questo. Mi era piaciuto molto!), Valentina torna ad essere alle prese con
un gioco pericoloso di enigmi e di morte, e a sprofondare nella più profonda violenza e follia umana. Coadiuvata dai suoi colleghi, Loris, Gimenez, Castaldi, e Fabio Costa in modo ufficioso, ormai uscito dalla polizia, tutti si renderanno presto conto che
“Per arrivare alla fine della storia, dovevano immergersi nel mare agitato che rende gli uomini prede o predatori, che mescola cuore e anima, che risucchia nel nero più profondo e spesso non ti fa tornare in superficie se non a un costo immenso”. Un viaggio nella follia più atroce tra
Disagio psichiatrico, psicopatia, malattie mentali rare, l’inferno dei manicomi e delitti a dir poco scenografici.
Traumi e vite spezzate riguardano tanto gli assassini quanto i protagonisti, permettendoci di fare un lungo viaggio nella mente umana.
Il libro non concede alcuna pausa; suspense, colpi di scena ed una crescente tensione accompagnano le pagine. Un thriller psicologico dove follia e realtà, delirio puro e lucidità si alternano costantemente.
Nonostante a volte mi sia sembrato un po’ troppo irreale, nel complesso il libro risponde esattamente a quello che io “chiedo” ad un thriller, degno di questo nome, se poi e’ un thriller psicologico ancora meglio! L’autore, ricordo che oltre a scrivere veramente bene, ha un passato nella SCO (quanto di più vicino in Italia all’FBI), in qualità di Commissario capo e come nel primo libro, anche in questo le sue conoscenze dirette della polizia, dell’ investigazione in generale, emergono prepotentemente, rendendo ancora più piacevole la lettura.
Se amate il genere, non perdetevelo! E recuperate anche il primo libro!

Ironia, che è l’arteria della vera intelligenza.
Destino, Carlos Fuentes

La gioventù consiste nell’ osare. Invecchiare è perdere l’audacia.
Destino, Carlos Fuentes

E’ ora che capisca che il tanto agognato desiderio di diventare grandi non è nient’altro che questo: non solo indipendenza e libertà, ma un carico immenso di responsabilità indesiderate, un fardello sovente doloroso di decisioni da prendere e scelte da fare.
Al di qua del fiume, Alessandra Selmi

Un po’ per cultura personale, un po’ per lavoro, ed un po’ perché il “digitale” (nel bene e nel male) mi affascina, esco dalla mia comfort zone e approccio questo libro, una lucida analisi del lato oscuro della tecnologia. Se la pandemia da un lato ha accelerato la trasformazione digitale, dall’altro ha portato a galla immense pecche e falle nei sistemi, da consentire un aumento spropositato di attacchi informatici, che hanno paralizzato aziende pubbliche e private, causando disagi, perdite di dati e violazione della privacy (senza contare i riscatti chiesti per il ripristino). Il libro tratta i pericoli insiti nella rete, “rendendo la terra promessa del virtuale un luogo in cui e’ importante addentrarsi mantenendosi sempre vigili, attenti e ben presenti a se’ stessi.”
Offre spunti di riflessione sulla situazione che viviamo e sulle sfide future che ci attendono (cyberwar, AI) e lo fa parlando dei
casi di attacchi alla sanità italiana, le altissime vulnerabilità delle aziende pubbliche e private;
nel 2021 l’Italia era al primo posto per attacchi subiti e la quarta nel mondo dopo Giappone, USA, India. La scarsa, a volte inesistente, consapevolezza dei rischi porta il nostro paese ad essere facile bersaglio delle menti criminali.
Si parla, inoltre, di “mercato libero del cybercrime”, dove opportunità e mezzi sono aumentati a dismisura. Lo consiglio vivamente per approfondire un argomento che è all’ordine del giorno e lo sarà sempre di più nei mesi a venire.

Non incasinarti. Qualunque cosa tu faccia, le cose succederanno, con o senza di te.
Destino, Carlos Fuentes

Un libro per tutti, che si legge in pochissime ore. Travaglio racconta in estrema sintesi i lunghi anni di lotta Israelo-palestinese. Una storia politica, lunga, dolorosa, costellata di morti; una questione complicata alla ribalta della scena geo politica ogni giorno. Lo scopo, pur non omettendo le responsabilità degli uni e degli altri, e’ non prendere le parti, ma fornire un chiaro resoconto storico di cosa e’ accaduto nel corso degli anni in questa terra. Una storia che forse pochi conoscono, ma di cui tutti discutono.

Pretendere di essere infallibili e’ tracotanza, oltre che stupidità.
Prima che arrivi la fine dobbiamo imparare a perdonarci.
Al di qua del fiume, Alessandra Selmi

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