La città delle bestie, Isabel Allende

Alex ha 15 anni, a causa della malattia della madre, viene momentaneamente affidato a Nonna Kate, una nonna un tantino eccentrica, 64 anni, magra e muscolosa, occhi azzurri penetranti, guida come se la stessero inseguendo, regala ai nipoti scatole di cioccolatini pieni di tabasco,  non vuole essere chiamata nonna, ha la casa piena di archi e frecce di pigmei, due crani umani del Tibet, scarabei pietrificati ed una lunga pelle di pitone. 

Beve vodka e fuma tabacco nero in una pipa. Energia allo stato puro. 

La stravagante Nonna Kate è una giornalista, scrive reportage di viaggio, gira il mondo e Alex si ritroverà con lei ad affrontare l’Amazzonia, esattamente tra il Brasile e il Venezuela, per una spedizione dell’International geographic, alla ricerca di un essere gigantesco, forse un essere umano primitivo o un animale, avvistato già diverse volte, chiamato la Bestia. 

Durante questo viaggio ad Alex ne capiteranno di tutti i colori, conoscerà Nadia, sua coetanea,  con la quale non condivide nulla, ma accomunati dallo stesso modo di vedere le cose. 

La prima parte scorre veloce, ma la seconda l’ho trovata molto lenta e con troppi elementi soprannaturali, accadimenti stravaganti e assurdi. Si riprende verso la fine. 

Molto belli i personaggi e la descrizione dell’Amazzonia, su questo la Allende è imbattibile! Un’avventura che ti fa distaccare dal mondo reale per tuffarti in un mondo fantastico ed imprevedibile. Ho preferito sicuramente altri dell’Allende. 

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Innominato, inesistente

Perché ciò che non si nomina è come se non esistesse.

La città delle bestie, Isabel Allende

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Umiltà

Con l’età si acquista una certa umiltà, Alexander. Più invecchio e più mi sento ignorante. Solo i giovani hanno una spiegazione per ogni cosa.

La città delle bestie, Isabel Allende

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Pericolo + occasione

La nostra famiglia sta attraversando un momento di crisi. Sai quali sono i caratteri cinesi con cui si scrive la parola crisi? Pericolo + occasione.

La città delle bestie, Isabel Allende

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Proteggere la famiglia

La propria famiglia la si protegge, nel bene e nel male.

Come il lupo, Eraldo Baldini

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Buon viso a cattivo gioco

Ma mi sa che anche nel mestiere tuo devi fare buon viso a cattivo gioco, o no?

Come il lupo, Eraldo Baldini

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Come il lupo, Eraldo Baldini

Un altro bel libro di questo autore romagnolo, di cui ignoravo l’esistenza fino a un mese fa.

Folklore pagano e leggende si intrecciano in questo romanzo, ambientato negli anni 50. 

Natura, personaggi descritti molto bene, lo stile dello scrittore accattivante e scorrevole.

Quasi una vena pittorica si scorge nel fluire delle parole. Lo scrittore dimostra di conoscere molto bene i luoghi che descrive, seppur tutto di fantasia. 

Il romanzo inizia con il riportarci una vicenda avvenuta nel 600, di quattro briganti alla ricerca di lupi, che in qualche modo si collega agli anni 50 e al protagonista Nazario, ex partigiano, maresciallo del corpo forestale, che ritrova delle ossa umane nella Valchiusa. Una valle isolata, dove si produce un ottimo vino e dove gli abitanti vivono in isolamento, circondati da leggende, misteri ed ombre pericolose. Tra senso del dovere e desiderio di fuga, si ritroverà nel mezzo di un macabro risvolto folcloristico tra leggenda e realtà, dove tutto muove interrogativi, chiede risposte, solleva speranze e timori. 

Nel contempo, alle prese con una figlia di dieci anni che soffre di crisi epilettiche continue, una maledizione che non prende mai pause e non osserva tregue. 

Denso di elementi magici, credenze popolari, emozioni e leggende, il libro si legge tutto d’un fiato, complici anche gli altri personaggi come la piccola Elisa e nonna Vera. Decisamente consigliato! 

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Angeli, Maurizio De Giovanni

Adoro De Giovanni, ha la capacità di far immergere il lettore nell’animo dei protagonisti. Con le loro storie personali, le ombre e le gioie della vita di ognuno, ritornano i Bastardi di Pizzolfalcone, che ho imparato ad amare. Siamo all’undicesimo libro della serie, che non mi stufa mai.

Al di là della trama, bella, accattivante come sempre, il libro da’ particolare risalto alle vicende private dei protagonisti: Lojacono, Ottavia, Alex, Romano, Elsa, Pisanelli, Aragona, Piras … li ritroviamo tutti a barcamenarsi tra il caso da risolvere e la vita privata. 

Un meccanico, Nando Iaccarino, viene ritrovato morto nella sua officina.

I Bastardi di Pizzofalcone, con grande spirito di squadra, si mettono in moto per ricercare il movente e l’assassino.

Un libro sull’avidità della società di oggi, ma anche sugli angeli, che sono imperfetti, malandati, titubanti, ma che ci amano e ci proteggono sempre. 

Quelli di De Giovanni non sono solo dei bei gialli, che fanno appassionare, nei suoi libri c’è molto altro. Ci sono le persone, ci sono i sentimenti, i dolori, le imperfezioni di ognuno, le passioni, le relazioni umane in primis. E poi c’è il quartiere, Pizzofalcone, ed il forte senso di appartenenza di chi ci è nato e vissuto. 

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I giovani

I giovani vanno incontro a molti cambiamenti. Crescono e piegano e infrangono e riscrivono le regole; perdono la loro strada solo per ritrovarla.

Aria, Nazanine Hozar

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Il denaro

Il denaro non rende migliori degli altri.

Aria, Nazanine Hozar

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Ricordi e tempo

Con quanta facilità la gente dimentica, pensò. Ma forse il tempo poteva affievolire anche il ricordo più orribile.

Aria, Nazanine Hozar

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Le madri non dormono mai, Lorenzo Marone 


Un libro che è un pugno nello stomaco.

Un romanzo che dà voce ad un profondo disagio sociale, attraverso i punti di vista delle detenute di un carcere femminile e dei loro figli.

Diego, 9 anni, ha imparato troppo presto ad affrontare una vita che è stata molto dura con lui. Un padre in carcere, vive con la madre Miriam presso l’Icam, la struttura per mamme con i figli, che assomiglia ad una casa “normale”, ma ha le sbarre alle finestre. 

Miriam, dal cuore di ghiaccio, che non conosce la solitudine, non vuole compagnia, non conosce l’amicizia ed è sempre tesa come un arco. Che non conosce religione, se non la maternità. 

Due vite fragili, in mezzo a tante vite fragili, dalle donne che popolano il carcere ai non carcerati, addetti alla sicurezza, la psicologa, la volontaria; tutti con il proprio carico di sofferenza e di profondo disagio sociale.

Vite dolorose, vite difficili che si intrecciano in questo romanzo che ha per protagonisti non personaggi letterari, ma persone. 

Marone ti accompagna per mano in questa storia che sentirai dentro fino alla fine, ti entra nel cuore e te lo sconvolge anche. 

Immancabili gli occhi lucidi alla fine. Forse il suo libro più bello, che consiglio caldamente. 

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Teresa Papavero e lo scheletro nell’intercapedine, Chiara Moscardelli

Ritorna Teresa Papavero e le sue “logiche papaveriane”. 

Esilarante personaggio dalla penna di Chiara Moscardelli, originaria di Strangolagalli, un paesino della Ciociaria, diventato famoso proprio grazie alla Papavero ed all’aiuto prestato in due casi di scomparsa. Ora Strangolagalli torna nell’occhio del ciclone, quando si scopre uno scheletro proprio nell’edificio del B&B di Teresa, mentre stanno eseguendo i lavori di ristrutturazione. 

Ed ecco che Teresa sfodera tutte le sue capacità di investigatrice, affiancata dall’affascinante medico legale, alla ricerca della verità. 

Un giallo umoristico, divertente e con un pizzico di rosa. Capitoli brevi, che non annoiano.

Stile sempre frizzante, ironico, piacevole e molto scorrevole.

Se volete una lettura divertente, non impegnativa, ma con una storia, ve lo consiglio, come tutti quelli della Moscardelli.

Unico neo, una scena “copiata” “presa in prestito” da un film cult! 

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Riparo

Non c’è niente a cui non si possa mettere riparo.

Aria, Nazanine Hozar

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Quello che sembrano

Molti a questo mondo non sono quello che sembrano.

Aria, Nazanine Hozar

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Chi attacca per difendersi

Non c’è niente di più triste di chi attacca per difendersi.

Angeli, Maurizio De Giovanni

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Lo spreco

Lo spreco è l’ottavo peccato capitale.

Le ceneri di Angela, Patrick McCourt

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Le ceneri di Angela, Patrick McCourt

Un libro travolgente e crudo, autobiografico. Riporto:

“Naturalmente è stata un’infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un’infanzia irlandese è peggio di un’infanzia infelice qualunque, e un’infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora”.

L’infanzia infelice di Frank McCourt è segnata da profonda miseria, lutti, disperazione, un padre alcolizzato, una madre (Angela appunto) che cerca di sopravvivere. 

Tutto raccontato attraverso gli occhi innocenti di un bambino, l’autore, mai patetico, nonostante lo stato di miseria e degrado in cui vive, è sempre ironico. 

Il libro più triste e commovente, (assieme ad “Una vita come tante”), che abbia mai letto. 

Nonostante la povertà e le tante difficoltà incontrate durante l’infanzia e l’adolescenza, Frank rimane un bambino forte, dotato di tanta energia e resilienza di fronte alle avversità, con un senso di riscatto molto profondo, senza mai toccare l’autocommiserazione; ci si affeziona subito a lui e si cresce con lui, tra un sorriso e gli occhi lucidi. 

Lo stile è molto scorrevole, l’ambientazione soprattutto irlandese molto ben descritta, bello ed avvincente. A gran voce, lo consiglio … eccome! 

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Scale di valori

Ognuno ha le proprie scale di valori.

Tre mani nel buio, Eraldo Baldini

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La vendetta non è dolce

Perché la vendetta non è vero che è dolce, ha invece un sapore denso e piccante.

Tre mani nel buio, Eraldo Baldini

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