Uccello che non becca

Uccello che non becca ha già beccato.

Accabadora, Michela Murgia

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Accabadora, Michela Murgia

Vincitrice del Premio Campiello, Accabadora e’ un piccolo capolavoro, breve ma intenso, di Michela Murgia, che ho imparato ad apprezzare  con il suo podcast “Morgana”.

Negli anni cinquanta, in una antica Sardegna, fatta di leggende e tradizioni, la piccola Maria e Tzia Bonaria vivono come madre e figlia, anche se tali non sono. Maria è una “filla de anima” , come i bambini “generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità dell’altra”. 

L’accabadora è colei che, solo se voluto e quando non c’è più nulla da fare, concede una morte dignitosa al malato. 

Il libro affronta un tema delicato, combattuto, urgente e profondo come l’eutanasia. E lo fa con una delicatezza senza confini, con un linguaggio aulico, senza fronzoli,  con colloqui scarni ed essenziali. 

Un libro potente e penetrante. 

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L’avidità

L’avidità porterà la rovina nelle loro case.

Il miniaturista, Jessie Burton 

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Angelique, Guillaume Musso

Mathias, ex poliziotto, si sveglia in ospedale cullato dalle dolce note di un violoncello.

E’ Louise, che allieta con le sue note i giorni cupi dei pazienti.

Louise e’ una diciassettenne iscritta a medicina, testarda, caparbia, che ha perso la madre qualche mese prima, caduta da un balcone. Ma non è convinta. “L’intuito” le dice che è stata assassinata. La madre era una etoile famosa, che ha avuto il suo momento di splendore e si avviava alla decadenza. 

Chiederà, implorerà proprio Mathias di aiutarla a trovare la verità sulla madre. 

E poi c’è Angelique, che non si accontenta, alla ricerca di un’altra vita, del “kairos” l’attimo decisivo in grado di ribaltare tutto, pronta a “privilegiare la follia delle passioni alla saggezza dell’indifferenza”, un po’ folle a vomitare la mediocrità che la circonda e a sentirsi prigioniera, a credere che la vita abbia una diversa densità dall’altra parte della linea di confine. 

Da Parigi a Venezia, una storia che sembra essere stata scritta per una fiction. Molti i colpi di scena, alcuni improbabili ed un finale frettoloso, costituito da una serie di capitoletti. Una turbinosa storia di intrighi, passioni e ancora una volta (come in altri suoi libri) il destino. 

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Libertà

Non devi star lì a pensare a quello che dicono gli altri. Non tutto deve essere orchestrato. A volte possiamo fare le cose solo perché lo vogliamo.

Zucchero bruciato, Avni Doshi

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Inspira espira uccidi, Karsten Dusse

Mindfulness e omicidi. Cosa possono mai centrare? 

Un avvocato penalista, Bjorn, che fa del bene a delle persone cattive (il suo cliente principale e’ un mafioso narcotrafficante) e che ha problemi a conciliare vita professionale e vita famigliare, motivo per il quale la moglie gli organizza una consultazione da un coach di mindfulness. Consultazione che diventa un impegno fisso ogni settimana per dodici settimane.

La mindfulness si scopre essere un toccasana per l’avvocato, che attraverso la messa in pratica di tutti i principi su cui si basa questa pratica, riesce “in qualche modo” a liberarsi dai suoi problemi. 

Ma le cose gli sfuggono “leggermente” di mano. 

Assistiamo da un lato ad un percorso di crescita interiore. Il protagonista, attraverso la mindfulness, riesce ad immergersi nel qui ed ora in ogni situazione, ad incanalare l’ansia, la rabbia, il panico, la paura, dall’altra ad un crescendo di atrocità, un infittirsi di una trama criminale di stampo mafioso.

Un thriller diverso sicuramente, non c’è un assassino da ricercare, non spoilero nulla dicendo che l’assassino viene fuori sin da subito.

Un romanzo ironico, lo si legge con un sorriso stampato sulle labbra, capace di esaminare e descrivere diversi aspetti della società e le diverse pecche.

Un libro accattivante, divertente e molto riflessivo. 

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Un po’ streghe

Tutte le donne nascono un po’ streghe per difendersi.

Streghe, Brenda Lozano

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Tarantola, Thierry Jonquet

Un noir francese angosciante ambientato a Parigi e dintorni. Un incubo senza fine. Trasuda odio, vendetta. 

Quattro i personaggi attorno a cui ruota questo romanzo breve (appena 139 pagine inquietanti).

Richard e’ un famoso chirurgo plastico che si accompagna alla bellissima Eve, in realtà sua prigioniera. La costringe a prostituirsi, la umilia in ogni modo. L’odio è la sua sola ragione di vita.

Alex ha rapinato una banca e ucciso un poliziotto ed è ricercato dalla polizia. Vive nell’angoscia di finire in prigione.

Vincent, suo amico, una sera  è andato a fare un giro in moto, inseguito da un uomo, si ritrova prigioniero di un mostro. Per anni si perdoneranno le sue tracce. 

Tarantola e’ un noir insolito, diabolico, diverso dai soliti, dalla trama inquietante e dal finale angosciante. Ti rapisce sin dalle prime pagine, ti incolla alla lettura fino alla fine, che arriva veloce. 

Tarantola è lento e segreto, crudele e feroce, avido e inafferrabile. Ti colpisce come uno schiaffo! E ti chiedi: fin dove può arrivare la mente umana?

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Memoria che ferisce

Perché è questo che fa la cattiva memoria, ferisce.

Streghe, Brenda Lozano

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Comunicazione afona

Eppure siamo tutti capaci di comunicare senza parole.

Streghe, Brenda Lozano

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Conoscere se stesse

Ho capito che per conoscere bene una donna, bisogna conoscere bene se stesse.

Streghe, Brenda Lozano

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Sapere fino in fondo

Non sappiamo mai tutto fino in fondo delle persone che amiamo.

La città dei vivi, Nicola Lagioia

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La bambina che mangiava i comunisti, Patrizia Carrano

La piccola Elisabetta ha 9 anni, figlia di una mamma ribelle, comunista, politicamente attiva, cresce frequentando con costanza la sede del partito a Roma, in via Botteghe Oscure e leggendo le Antiche fiabe russe di Afanasjev.

Cito un aneddoto. A scuola durante la lezione di geometria, la maestra chiede alla classe che cos’è una sezione. Pronta la risposta di Elisabetta: “E’ un posto dove i comunisti si riuniscono per discutere di politica” 

La maestra le fa presente che stanno facendo geometria, quindi si parla di sezione geometrica. Questo divertente aneddoto racconta in maniera esemplare le idee della piccola.

Il libro racconta le fasi più vivide del partito comunista viste con gli occhi ingenui, ma attenti e curiosi di una bambina di 9 anni. Emergono pregi e difetti di un movimento che ha affascinato tante generazioni. Tra comitati di quartiere e cene di partito, la piccola segue le peripezie di questa madre, femminista di altri tempi che cerca di emergere all’interno del partito.

Un romanzo che racconta gli ideali, l’impegno civile e morale di un’intera generazione, che si metteva in gioco per il bene di una figlia o di un popolo, e che oggi ci appare davvero molto lontano. 

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Streghe, Brenda Lozano

La storia di un Messico ancestrale, primordiale in questo bel romanzo dell’autrice messicana Brenda Lozano. 

Una giovane giornalista, Zoé, si reca a San Felipe, per scrivere un articolo a seguito della morte di Paloma, nata Gaspar, e assassinata perché muxe (nata uomo, ma che sceglie di vestire abiti femminili). Qui Zoé incontra Feliciana, un’anziana e saggia donna, curandera del Linguaggio, parente di Paloma, le cui arti curative richiamano attori, personaggi celebri da ogni parte del mondo. Zoé resterà affascinata da questa anziana signora, dai suoi racconti, al punto tale che si aprirà con lei, raccontando la sua vita, riflettendo su ciò che avrebbe dovuto conoscere meglio: se stessa.

Due donne, differenti per origini e cultura, in un romanzo che parla al femminile in un mondo di riti, cerimonie, magia. Due vite che scorrono sugli stessi binari, Feliciana utilizza il linguaggio per curare corpo e anima, Zoé  lo utilizza per scrivere. 

Un romanzo a due voci bello, delicato, magico.

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Il dono dell’oblio

Per fortuna il Signore ci ha concesso il dono dell’oblio.

Corpi celesti, Jokha Al Harthi

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Corpi celesti, Jokha Al Harthi

In Oman, ad Awafi precisamente, vivono tre sorelle. Mayya, la più grande, esperta cucitrice viene data in moglie al figlio di un ricco mercante. 

Asma’ appassionata di libri, si sposa per senso del dovere. 

Khawla, la più bella di tutte, rifiuta i pretendenti in attesa del suo grande amore, il cugino sparito da anni. 

“Il matrimonio era il mezzo con cui si annunciava che una donna era completa, era il lasciapassare per un mondo più vasto di quello racchiuso tra le mura domestiche.”

La vita delle tre sorelle si intreccia con il racconto di Abdallah, marito di Maya, che durante un volo verso Francoforte riflette sulla sua vita. 

Un continuo andirivieni della linea temporale, ci restituisce un Oman del passato, dove vigeva ancora la schiavitù, ad un Oman più recente all’avanguardia, con la lenta trasformazione di usi e costumi. Scopriamo un mondo molto lontano dal nostro, dove non si è mai veramente liberi, che conosciamo molto poco. Un romanzo corale, che segue tre generazioni; grazie a flash back continui tutti i personaggi di questo bel romanzo scrivono la storia di una nazione. 

Primo romanzo arabo a ricevere il premio International booker prize per la narrativa nel 2019. 

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La famiglia Karnowski, I.J. Singe

Una saga familiare che racconta la storia di tre generazioni. David, Georg e Jegor. Una famiglia ebrea in cerca di un luogo migliore in cui vivere. Dalla Polonia alla Germania e per finire in America. Ci viene raccontato un diverso modo di vivere l’ebraismo da parte dei tre protagonisti.

Diciamo che l’autore non fa nulla per far amare i personaggi, anzi … superbi, altezzosi, arroganti, è difficile non provare una profonda antipatia nei confronti di tutti loro. L’autore e’ impietoso nel presentarceli. 

David, il capostipite, studioso e appassionato di cultura. Georg, il figlio, fannullone e perdigiorno, cambia radicalmente quando si appassiona di medicina grazie ad una donna. Jegor, figlio di quest’ultimo, rifiuta categoricamente il suo essere ebreo per parte di padre. 

Con un linguaggio asciutto e diretto, la trama è scorrevole dall’inizio alla fine. Il libro è stato scritto nel 1943, prima ancora che si scoprissero le barbarie subite dagli ebrei nel periodo nazista, ma l’autore sembra aver previsto la tragedia. 

Una bellissima saga familiare, sicuramente non un libro di evasione, ma merita di essere letto. 

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Scrittura a più mani

La realtà si scrive a più mani.

Zucchero bruciato, Avni Doshi

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Non abituarmi a me stessa

Era un avvertimento a non abituarmi a me stessa. Le cose cambiavano in continuazione.

Zucchero bruciato, Avni Doshi

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False certezze

Gli equivoci nascono dalle false certezze.

Zucchero bruciato, Avni Doshi

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