Live&Read intervista Sara Casotti

A Natale di qualche anno fa ho ricevuto come regalo il libro d’esordio di una scrittrice. Chi mi conosce sa come rendermi felice! Il libro si chiamava “Pensilina Vonnegut” e la scrittrice è Sara Casotti. Non conoscevo né il libro, né l’autrice. L’ho letto in due giorni, e mi è piaciuto tanto per la semplicità della storia, perché le storie dei tre protagonisti (che sono deliziosi) potrebbero essere le storie di ognuno di noi e per la piacevolezza della lettura; ogni pagina racchiude emozioni.

Frasi del libro ovviamente sono state postate su Live&Read. Qualche anno dopo è nata un’iniziativa di cui sono particolarmente fiera ed orgogliosa. E’ con grandissimo piacere che Live&Read intervista Sara Casotti e il suo Pensilina Vonnegut, prendendo spunto dalle frasi tratte dal libro.

Sara Casotti è nata e cresciuta a Lucca. Ha scritto diversi programmi televisivi per Rai, Mediaset, Sky, Mtv e Deejay Tv. Pensilina Vonnegut è il suo primo romanzo, vincitore del Premio Letterario Internazionale “Città di Martinsicuro” (http://www.premiomartinsicuro.it/).

 

  • “ I libri sono di chi ne ha bisogno, ripeteva Lara. “  Sara, da dove nasce l’idea di scrivere Pensilina Vonnegut?

Pensilina Vonnegut nasce là dove nascono tutte le storie: dalle vite che viviamo (e da quelle che non viviamo), dalle persone che incontriamo, con tutto quello che ci lasciano e quello che invece si portano via, dalle frasi che sentiamo pronunciare, a volte anche per caso e soprattutto da quelle sensazioni che ci capita di provare e che poi non se ne vanno più e per provare a capire perché ci si sono incollate addosso bisogna portarle da un’altra parte: partire da un altro luogo, un altro tempo, un altro volto.

Scrivere una storia poi è un’altra faccenda e il romanzo non sarebbe mai esistito se non avessi attraversato un periodo particolarmente solitario, lontano dal mondo che di solito abito, immersa in uno spazio quasi “ovattato”, un po’ come quel paesaggio pieno di neve che c’è sulla copertina.  

 

  • “I ricordi vanno sempre maneggiati con cura, soprattutto quando sono quelli di un anziano.“ Quanto di autobiografico c’è in Pensilina Vonnegut?

Tutto e niente, come quasi in tutti i romanzi. A parte alcuni personaggi che sono chiaramente ispirati a persone che appartengono alla mia vita (come Luciano che vive sui treni e nonno Pietro con i suoi racconti di guerra) e certe frasi che sono state davvero pronunciate in qualche situazione reale, direi che gli elementi che svelano più di me sono quelli che costruiscono l’atmosfera del romanzo e galleggiano in tutta quella nebbia di solitudini che s’incontrano.

 

  • “Poi guardò la sua biblioteca, perfetta e immobile, con tutti i suoi scrittori preferiti e ci vide dentro le sue emozioni, ordinate per autore, su ogni mensola, senza spazio l’una dall’altra, attaccate per paura di lasciare dei vuoti che avrebbero fatto cadere tutta la fila.” Esiste un lettore ideale per Pensilina Vonnegut?

 Direi di no. Lo hanno letto persone molto diverse tra loro, a volte sono rimasta stupita anch’io. Del resto capita di imbattersi in una storia che sembra lontana anni luce e scoprire che in realtà parla anche un po’ noi. 

 

  • “La notte gli piaceva molto perché aveva in sé l’attesa di qualcosa che sarebbe arrivato, senza il dovere di fare nulla.” Alberto Moravia amava scrivere tutte le mattine. Sei una scrittrice diurna o notturna?

 Scrivo sia di notte che di giorno, anche se in modo diverso. La notte di solito è il momento in cui lascio andare pensieri e scrittura, con il rischio di ritrovarmi con delle frasi che finiranno nel cestino, che non userò mai o che magari funzionano ma appartengono ad un’altra storia. Di giorno riprendo in mano tutto, sistemo, organizzo, metto in fila.

 

  • “C’e’ gente che legge ovunque, in metro, al bar, in fila alla posta … non vedeva perché non si potesse leggere al supermercato.” Pensilina Vonnegut è un libro che parla di libri. Il bookcrossing fa da leitmotiv e fa incontrare i protagonisti. Il tuo rapporto coni libri e la lettura?

Più che il posto credo che sia importante il momento, a volte addirittura più del libro in sé. Tutti sentono di avere dei romanzi che hanno “salvato” la loro vita.  Beh, sono gli incontri giusti al momento giusto, un po’ come con le persone.

 

Mentre scrivevo il romanzo continuavo a muovermi dentro scene che “vedevo” molto chiaramente davanti a me. Sarà che da tanti anni scrivo per la tv e quindi trasformo in continuazione parole in immagini. In questo caso è stato faticoso (zero budget e un freddo cane, due ostacoli non da poco) ma ci ho provato. Non avrei potuto farlo senza l’aiuto della regista Jennifer Keber e di tutti gli attori che mi hanno fatto davvero un bel regalo.

 

  • “Te lo dicono perché il tempo è una grande risorsa. Ma te ne accorgi sempre quando non ne hai più.” Nel tempo, hai conservato le stesse idee di quando hai iniziato a scrivere il libro?

Non parlerei di idee… Il mondo di “Pensilina Vonnegut” risale a qualche anno fa, a un paesaggio emotivo che adesso è un po’ lontano da me ma che comunque mi apparterrà per sempre.

 

  • Alla fine Lara pensò che era stata un’amicizia strana, non avevano condiviso una passione e insieme erano state soltanto capaci di far passare il tempo, in maniera piacevole, ma senza un vero scopo. Come trascorre il tempo libero Sara Casotti?

Questa è facile. Ballo il tango argentino. Però non è una risposta del tutto corretta perché ormai si prende anche il tempo che non sarebbe proprio “libero”. Ma va bene così.

GRAZIE INFINITE Sara!

 

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liveeread (libri, libri, libri) https://liveeread.wordpress.com/
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2 risposte a Live&Read intervista Sara Casotti

  1. zillyfree ha detto:

    bella intervista!

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  2. liveeread ha detto:

    Grazieeeee!!! 😉

    "Mi piace"

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