La condanna dei viventi, Marco De Franchi

Un bel thriller di ambientazione tutta italiana.

Il ritrovamento di un bambino, che è stato rapito, ma è riuscito a scappare e la sparizione di un altro. Cosa hanno in comune questi due casi? I due bambini potrebbero essere gemelli, data l’elevata somiglianza, ma di fatto non lo sono. Ad indagare sui fatti viene chiamata Valentina Medici, della Sco, servizio centrale operativo, la struttura più simile all’Fbi che abbiamo in Italia.

Sono esattamente quelli che analizzano, compongono e scompongono le indagini sul campo. Quelli che cercano le falle, individuano le parti fragili, suggeriscono spunti ed intervengono. Coadiuvata dalla polizia locale, tra cui Fabio Costa, poliziotto dall’oscuro passato, i due saranno Impegnati in un’indagine che ha dell’assurdo, una di quelle che ti cambiano, dove devi metterci tutto te stesso per riuscire a venirne a capo, con fatica e lasciandoti purtroppo qualche cadavere lungo la strada. 

I crimini aumentano, gli enigmi si fanno sempre più indecifrabili, una storia complicata, contorta con un disegno macabro alle spalle.

Vite offuscate dall’incontro ravvicinato con il male, perversioni e crudeltà. 

Un sottobosco criminalità e perversione da far venire i brividi. Arte e “serialità” vanno a braccetto in questo libro. 

Ho apprezzato molto la conoscenza dell’autore delle procedure giudiziarie, le tecniche di indagini, avendo fatto parte per anni proprio della Sco. Rende tutto molto veritiero. Anche se devo ammettere che alcuni passaggi sono poco verosimili, questo aspetto mi è piaciuto un po’ meno, ma nel complesso la storia ti prende tantissimo. Ogni capitolo termina con un colpo di scena che riprende nel successivo, con una suspense crescente fino all’ultima pagina. 

Personaggi interessanti, storia molto articolata e ricca, che si presterebbe molto bene per una serie tv e per un seguito! 

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